Alcune foto della bellissima festa del 14 febbraio.
Ringraziamo amici e soci vecchi e nuovi, le donne migranti che hanno iniziato questa settimana il laboratorio "Idilia" di italiano, Valentino e Letizia del "Duo Bislacco" per lo spettacolo di cabaret semiserio.
Una festa con persone di tante età e nazionalità, buon cibo condiviso e buona musica.
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sabato 15 febbraio 2020
LA FESTA DELL'AmmmORE!!!
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lunedì 3 febbraio 2020
"Materia di donne" nuovo laboratorio autobiografico a San Godenzo
L’Associazione
Tessere Culture, insieme ad Auser di San Godenzo, propone il laboratorio autobiografico “Materia di
donne”, il terzo che viene realizzato a San Godenzo.
Sarà un momento di
incontro e di confronto attraverso l'utilizzo di metodologie artistiche e del
racconto autobiografico, in cui saranno
condivise esperienze in un clima di fiducia e di ascolto non giudicante.
È un modo per prendersi cura di sè, condividendo la ricchezza delle esperienze
di vita, ascoltando i tesori nascosti in quelle delle altre e ragionando
criticamente insieme di temi come l'amore, la solitudine, il rapporto con il
nostro corpo, i ruoli sociali, i cambiamenti e l'amicizia.
Come per le
precedenti edizioni, sarà un momento dal confronto generazionale - ci
aspettiamo la presenza di donne da età molto diversa: da 80 anni a 50 anni – e sarà
inoltre un momento d’integrazione per la presenza di cittadine straniere,
persone molto attive sul territorio.
Il laboratorio,
rivolto a tutte le interessate del comune e non, prevede sei incontri, a
cadenza quindicennale, presso i locali dell’Auser di San Godenzo (Vicolo del
Frantoio 8). Il primo incontro è fissato per martedì 4 febbraio, dalle 17 alle
19. Chi fosse interessato può contattare la nostra associazione (tessereculture@gmail.com) o l’Auser.
Da aprile partirà invece un corso di SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA a Dicomano, in collaborazione con l'Associazione Antigonart, presso la biblioteca comunale.
Da aprile partirà invece un corso di SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA a Dicomano, in collaborazione con l'Associazione Antigonart, presso la biblioteca comunale.
Nuovi appuntamenti in provincia di Firenze
Segnaliamo questi interessanti appuntamenti/eventi:
Carnevale dell'accoglienza a Greve in Chianti
UTOPI E RIFORME Mostra storico-iconografica a Pontassieve
CINELANDIA 2020 a Pontassieve
CinemAnemico a Settignano: la nuova rassegna "In ordine Sparso"
il programma sul sito: http://www.cinemanemico.net/
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lunedì 27 gennaio 2020
FESTA DELL'AmmmORE!
14 febbraio 2020 un San Valentino insolito
per presentarci e raccontarvi i nostri progetti
dalle ore 19:30 APERIMUSICA
A seguire Cabaret semiserio col DUO BISLACCO
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sabato 4 gennaio 2020
CORSO GRATUITO DI ITALIANO PER DONNE MIGRANTI
AL VIA IL PROGETTO IDILIA
Incontri per Donne immigrate di Lingua Italiana e Alfabetizzazione

Incontri per Donne immigrate di Lingua Italiana e Alfabetizzazione

Il progetto prevede la creazione di percorsi
gratuiti di apprendimento della lingua italiana rivolto alle donne migranti del
territorio della Valdisieve, mediato da un confronto con specifiche figure
professionali. I corsi di italiano L2 saranno integrati da incontri con esperti
che avranno l'obiettivo di creare occasioni di riflessione e scambio tra le
partecipanti e i professionisti, incrementare la conoscenza e il dialogo con le
istituzioni del territorio, in un continuo scambio tra culture orientato a una
valorizzazione delle differenze. Il progetto è finanziato dalla FONDAZIONE CARLO MARCHI, con il bando
2019 https://www.fondazionemarchi.org/vincitori-bando-2019/
La proposta risponde a esigenze pratiche e reali riscontrate sul territorio
a seguito di incontri con esperti e testimoni privilegiati. La lunga esperienza
dell'Associazione nel settore dell'accoglienza e dell’insegnamento
dell’italiano come lingua seconda nelle scuole del territorio ci ha fatto
riflettere sulla necessità di un percorso specifico rivolto in particolare alle
madri e alle donne in quanto ponte tra la famiglia e il territorio, centrali
nella gestione e nella cura dei figli; al contempo sono figure svantaggiate
perché spesso con minori possibilità rispetto all'uomo di interagire con il
contesto territoriale, meno tempo e possibilità di frequentare corsi di lingua,
anche perché molti di questi sono in orario serale.
Attività previste
- A partire dal mese
di febbraio saranno attivati due corsi di italiano L2, tenuti da insegnanti certificati per italiano come lingua straniera, per
venire incontro ai differenti livelli delle utenti del percorso. Due corsi di
6 ore a settimana con pause relative al calendario scolastico ufficiale
della regione Toscana. I corsi si svolgeranno nel Comune di Pontassieve, in
parte in locali della Biblioteca Comunale, in parte in locali in affitto. Gli incontri si
svolgeranno tendenzialmente in orario mattutino, in sinergia con il Cpia di
Pontassieve, e si baseranno sulle esigenze delle apprendenti e sulle
disponibilità degli spazi.
Il livello iniziale delle utenti verrà valutato attraverso un test di
ingresso con la suddivisione in due
percorsi differenziati:
EVENTUALE PERCORSO ALFA (per produzione scritta): MASSIMO 10 APPRENDENTI.
EVENTUALE PERCORSO A1: MASSIMO 15 APPRENDENTI.
EVENTUALE PERCORSO A1: MASSIMO 15 APPRENDENTI.
EVENTUALE PERCORSO A2: MASSIMO 15 APPRENDENTI.
- I corsi di italiano
dove necessario saranno supportati da un servizio
di baby-sitting, in una stanza attigua, per permettere la partecipazione
alle mamme che non hanno possibilità di lasciare i bambini che ancora non
frequentano l'asilo.
- Da Aprile avranno
inizio gli incontri con professionisti delle varie aree. Gli incontri avranno
una durata di 2 ore ciascuno, saranno sempre affiancati da una
facilitatrice/facilitatore e, dove necessario, da una mediatrice/tore:
· 6 Incontri di supporto alla genitorialità. Interventi di gruppo di tipo
esperienziale basati sul confronto su tematiche inerenti la genitorialità.
Attraverso l'utilizzo di linguaggi differenti (orale, immagini, ecc...) si
intende sviluppare una riflessione sul modello agito nell'educazione dei figli
con riferimento alle diverse identità culturali. Incontri quindicinali di
gruppo guidati da una psicologa clinica.
· 4 Incontri di “educazione alla cittadinanza” tenuti da un operatore
dell’associazione, comprendenti una visita a vari uffici pubblici di interesse.
· 3 Incontri con esperti dell’area scolastica (dirigente, personale
amministrativo e insegnante di sostegno), cercando anche di coinvolgere i
rappresentanti dei genitori, in modo da facilitare le madri
nell'accompagnamento del percorso scolastico dei propri figli.
· 2 Incontri con un pediatra e con un medico di
base, impostati sugli strumenti per seguire la salute e la cura del bambino
e della famiglia, più una visita al distretto sanitario.
· 6 Incontri con ostetrica e/o ginecologa rivolti
alla salute della donna, comprendenti visita del consultorio.
· 5 Incontri con
l’affiancamento di un esperto di informatica, per un’alfabetizzazione tecnologica minima (uso basilare del computer e
della mail, utili anche per compilare la modulistica on-line, per le
comunicazioni scuola-famiglia e l’utilizzazione del registro elettronico)
Partner del Progetto
Comune di
Pontassieve (con particolare riferimento a settore cultura, giovani, sviluppo
educativo e biblioteca);
CPIA 2 Firenze (Centro Provinciale
Istruzione Adulti);
Arci Comitato
Regionale Toscano (gestore del SIPROIMI di Pontassieve);
Associazione AntigonArt;
Associazione Elle Due Mugello.
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venerdì 6 dicembre 2019
PANE
di Arianna Egle Ventre
Ho comprato il detersivo, quello
costoso, ma comunque non va via. Ho comprato anche la spugna adatta, ma quella
maledetta pentola non si vuole scrostare. Nell'acqua nera galleggiano pezzetti
di bruciato, per quanto continui a grattare, nulla da fare. La radio mi fa da
sottofondo. E' da giorni che dicono sempre le stesse cose, ma non so perché ora
i pezzetti di riso bruciato mi ricordano proprio questi immigrati di cui parla
tanto la radio. Di questa nave..
Mio marito dice che non devo
ascoltare informazioni alla radio, buona soltanto a farli apparire come poveri
martiri. Dice che gli sta bene, stanno a non venire qua.
Domani devo comprare il pane,
quello di ieri è secco.
Oggi sono andata dal fornaio e
c'era uno come loro, nero, che mi guardava con occhi proprio da povero martire;
mi ha chiesto dei soldi, ma io non gliel'ho dati. Domani, forse.
Devo tornare a comprare il pane.
Prima però devo spazzare e preparare il pranzo a mio marito che sennò si
offende e dice che si va a cercare una donna più bella. Beh, si, scherza, però
io intanto questa pasta gliela cucino. La radio racconta ancora di loro ed è
strano perché ci sto pensando tanto in questi giorni. C'era della polvere sotto
le sedie e ho pensato - proprio come quei migranti là, è lì da giorni e non me
ne ero accorta.
Devo andare a prendere il pane.
Ieri gli ho lasciato un euro al ragazzo del forno, ma non l'ho detto a mio
marito, si sarebbe arrabbiato. Mi ha ringraziato, aveva proprio un bel sorriso.
Oggi ci ho parlato, si chiama
Angel, non so bene come si pronunci. Mi ha sorriso di nuovo, ma ho paura che
qualcuno mi veda mentre gli parlo e pensi qualcosa di strano. Continuo a
bruciare un sacco di cose in cucina, non mi era mai successo, deve essere per
colpa di quella stupida radio che mi distrae. L'altro giorno la ascoltavo e mi
sembrava un film di quelli drammatici, tanta era la voglia che avevo di
piangere. Hanno raccontato la storia di un ragazzo di ventidue anni ed ero proprio
triste. Ho pensato ad Angel. Ho provato a raccontarlo a mio marito a cena, ma
si è arrabbiato tantissimo e mi ha tirato uno schiaffo dicendomi che di
politica io non me ne devo fregare, non mi riguarda. E' finito il pane.
Angel mi ha chiesto come sto.
Non gli avevo dato soldi.
Mio marito non me lo chiede mai.
Stanotte ho sognato la pentola
da pulire e anche quei poveracci lì, di cui parla la radio. Affogavano in mezzo
al detersivo,ma io continuavo a pulire mentre mio marito rideva.
Non ho ben capito, forse oggi li
hanno fatti sbarcare. E' che io di queste cose non ci capisco nulla. Non so
perché li tenessero lì in mare, però so perché non li vogliono, mio marito me
lo spiega di continuo. Non so, non so davvero, continuo a sognarli e mi sento
sempre un po' triste. Perché in fondo, non capisco, se vengono qua un motivo
forse ce l'hanno. Mi ricordo che io quando avevo ventidue anni avevo paura
all'idea di buttarmi sola nel grande mondo, volevo trovare in fretta un marito,
perché vivere da sola...no che non ci volevo vivere da sola. Quindi, non lo so
eh, non me ne intendo, ma forse, poverini, devono soffrire proprio tanto. Uh,
il pane.
Oggi Angel era un po' giù, mi ha
sorriso, come al solito, ma l'ho visto che era triste. Ho deciso di preparargli
una torta. Torno a casa.
Mio marito è appena tornato a
casa. Hai cucinato una torta. No, perché lo dici. Sei sporca di farina e quelle
teglie, dov'è, ho fame, la voglio assaggiare. Scusami, l'ho regalata. A chi.
Alla vicina. Non ti credo. Perché no. Vedo quando menti, sei una fifona.
Chiediglielo. Vado.
Ma la vicina non sa stare al
gioco, cazzo. E torna, rosso di rabbia, mi urla, ha le orecchie tappate, mi dice
che ho un amante, ma gli dico che no, che dici, era per Angel il ragazzo
africano che sta sempre davanti al forno. Perché cazzo non so mentire. Te la
fai con i negri e, no, no! gli dico, ma non sente più nulla e mi tira uno
schiaffo e ho paura e svengo e sogno, sogno Angel nel mare insieme a tanti
altri. Tutti che mi urlano, ma le voci non sono voci umane, sono come la voce
della radio, proprio quella e io sono seduta su una grande pagnotta di pane
galleggiante e non posso fare nulla, mio marito mi tiene ferma e io non mi
oppongo e Angel mi guarda e mi chiede: come stai?
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mercoledì 4 dicembre 2019
Iniziative a Pontassieve
Segnaliamo queste due interessanti iniziative a Pontassieve:
"POPOLI IN MOVIMENTO":
Martedì 10 dicembre alle 17 presso la Sala del Consiglio del Comune di Pontassieve si terrà l'incontro con il fotogiornalista Francesco Malavolta
L'autore presenterà i propri scatti realizzati a partire dall'esodo degli
albanesi durante gli anni 90 testimoniando così quello che va considerato un
tratto peculiare della natura umana: la migrazione, il movimento, lo
spostamento. Attraverso le foto si ha la testimonianza non solo delle
migrazioni in sé ma anche del loro evolversi, con attenzione ai protagonisti:
ogni scatto, un racconto. Ogni racconto, una storia, un tentativo di salvare la
peculiarità della vita ritratta sfuggendo alla logica spersonalizzante che
presenta le migrazioni come "fenomeni" anonimi.
Le foto di Francesco Malavolta testimoniano la tenace determinazione di
questi viaggiatori per necessità che abbandonano la propria vita e il proprio
paese nella speranza di salvarsi e costruire una vita più degna, una umanità
dolente che continua a lottare senza soccombere alle ingiuste umiliazioni cui
viene esposta, una umanità caparbia che un passo alla volta guadagna centimetri
di libertà.
L'incontro è accompagnato da una mostra di foto originali allestita dal 10
dicembre al 31 gennaio presso l'auditorium dell'Istituto Balducci e visitabile
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 ale 17. In caso di visita di
gruppo si consiglia di prendere contatto con la sottoscritta o direttamente
con l'Istituto Balducci per verificare che non ci siano eventi in
auditorium.
Al termine dell'incontro vi invitiamo a un brindisi all'anno che verrà con
l'équipe e i beneficiari del progetto SIPROIMI (progetto di accoglienza
integrata di cittadini titolari di protezione internazionale)
Per ulteriori informazioni sull'opera di Francesco Malavolta: http://www.francescomalavolta.com/
"MERCATO IN TRANSIZIONE"
Inaugurazione giovedì 12 dicembre in piazza Boetani alle ore 18:00 con il concerto della Fanfara della Leggera
Per tutto il pomeriggio stand informativo sulle attività di Valdisieve in Transizione e banchino di riparazione e riuso. Il mercatino si terrà poi ogni giovedì in piazza Boetani, orario 15:00-20:00, con banchini di agricoltori e artigiani, esposizione e degustazione di prodotti delle campagne vicine.
venerdì 15 novembre 2019
Presentazione progetto IDILIA
Incontri per Donne
Immigrate di Lingua Italiana e Alfabetizzazione
Presentazione del progetto
Obiettivi:
1. Incrementare
la conoscenza della lingua italiana dell'uso: un percorso di acquisizione
linguistica filtrato dalle necessità quotidiane che contraddistinguono la vita
di una donna e di una mamma calata nel territorio. Sulla base dei nominativi
che saranno raccolti verranno creati percorsi calibrati sulle esigenze orarie
delle partecipanti. Verranno istituiti
due percorsi differenti di italiano L2, calibrati sul livello linguistico
iniziale delle utenti, al mattino per poter agevolare chi ha difficoltà a
seguire i corsi in orario pomeridiano/serale.
2.Fornire strumenti relativi alla cura e alla salute personale e alla
conoscenza dei servizi del territorio, attraverso incontri facilitati dalle operatrici
L2, con ostetrica, ginecologa e medici di base, visita del consultorio e del
distretto sanitario. Fornire informazioni su dove e a chi rivolgersi in caso di
violenza extra o intrafamiliare.
3. Migliorare la conoscenza del contesto
sociale e sostenere il processo d’integrazione attraverso incontri di
Educazione alla Cittadinanza sul funzionamento delle istituzioni italiane, i
principi e gli articoli fondamentali della nostra Costituzione, il diritto di
famiglia e le leggi che regolano l’immigrazione.
4.Sostenere la donna nel suo ruolo di madre e nel percorso di crescita
dei figli attraverso incontri con il pediatra e gruppi sulla genitorialità, che
vadano a migliorare la consapevolezza del modello agito nell'educazione dei
figli e costituiscano fattore protettivo dello sviluppo infantile.
5.Promuovere una maggiore conoscenza dell'istituzione scuola, della modulistica
richiesta e dei percorsi di certificazione a supporto del percorso scolastico
dei propri figli, e facilitare la relazione scuola/famiglia attraverso incontri
con il personale scolastico, per creare una rete che possa sostenere i genitori
migranti.
6.Rinforzare o fornire competenze informatiche di base, utili anche per
compilare la modulistica on-line, per le comunicazioni scuola-famiglia e
l’utilizzazione del registro elettronico.
7.Divulgare un prodotto finale sotto forma di cartelloni o depliant dei luoghi
del territorio, che possa essere una mappa dei servizi del territorio visti
attraverso lo sguardo delle utenti che sia di beneficio alla comunità. Vi sarà
apposto il logo della Fondazione Marchi e la dicitura: “Progetto finanziato dal
bando 2019 della Fondazione Marchi”.
8.Aprire un dialogo con il territorio, attraverso l’organizzazione di incontri pubblici
presso la biblioteca di Pontassieve, su temi inerenti il contrasto alla
violenza di genere, e di una tavola rotonda a conclusione del progetto.
Vorremmo raggiungere questi obiettivi anche grazie alla collaborazione con
gli altri partner del progetto, con i quali ci proponiamo una stretta
collaborazione nel corso del progetto.
Destinatari del progetto
Donne e mamme del territorio della Valdisieve e
del Valdarno, sia residenti nei Comuni del territorio che ospitate nelle
strutture di accoglienza. Le donne coinvolte nel progetto saranno al
massimo 30 a seconda del livello dei corsi attivati.
La proposta risponde a esigenze pratiche e reali riscontrate sul territorio
a seguito di incontri con esperti e testimoni privilegiati. La lunga esperienza
dell'Associazione nel settore dell'accoglienza e dell’insegnamento
dell’italiano come lingua seconda nelle scuole del territorio ci ha fatto
riflettere sulla necessità di un percorso specifico rivolto in particolare alle
madri e alle donne in quanto ponte tra la famiglia e il territorio, centrali
nella gestione e nella cura dei figli; al contempo sono figure svantaggiate
perché spesso con minori possibilità rispetto all'uomo di interagire con il
contesto territoriale, meno tempo e possibilità di frequentare corsi di lingua,
anche perché molti di questi sono in orario serale.
Questa posizione rende inoltre le donne migranti più fragili e dipendenti
economicamente e psicologicamente e, se esposte a violenza, maggiormente in
difficoltà nel rivolgersi ai servizi e fare scelte autonome per se e per i
propri figli.
Attività previste
- A partire dal mese
di febbraio saranno attivati due corsi di italiano L2, tenuti da insegnanti certificati per italiano come lingua straniera, per
venire incontro ai differenti livelli delle utenti del percorso. Due corsi di
6 ore a settimana con pause relative al calendario scolastico ufficiale
della regione Toscana. I corsi si svolgeranno nel Comune di Pontassieve, in
parte in locali della Biblioteca Comunale, in parte in locali in affitto. Gli incontri si
svolgeranno tendenzialmente in orario mattutino, in sinergia con il Cpia di
Pontassieve, e si baseranno sulle esigenze delle apprendenti e sulle
disponibilità degli spazi.
Il livello iniziale delle utenti verrà valutato attraverso un test di
ingresso con la suddivisione in due
percorsi differenziati per livello di abilità nella comprensione/ produzione
scritta.
EVENTUALE PERCORSO ALFA (per produzione scritta): MASSIMO 10 APPRENDENTI.
EVENTUALE PERCORSO A1: MASSIMO 15 APPRENDENTI.
EVENTUALE PERCORSO A1: MASSIMO 15 APPRENDENTI.
EVENTUALE PERCORSO A2: MASSIMO 15 APPRENDENTI.
- I corsi di italiano
dove necessario saranno supportati da un servizio
di baby-sitting, in una stanza attigua, per permettere la partecipazione
alle mamme che non hanno possibilità di lasciare i bambini che ancora non
frequentano l'asilo.
- Da Aprile avranno
inizio gli incontri con professionisti delle varie aree. Gli incontri avranno
una durata di 2 ore ciascuno, saranno sempre affiancati da una
facilitatrice/facilitatore e, dove necessario, da una mediatrice/tore:
· 6 Incontri di supporto alla genitorialità. Interventi di gruppo di tipo
esperienziale basati sul confronto su tematiche inerenti la genitorialità.
Attraverso l'utilizzo di linguaggi differenti (orale, immagini, ecc...) si
intende sviluppare una riflessione sul modello agito nell'educazione dei figli
con riferimento alle diverse identità culturali. Incontri quindicinali di
gruppo guidati da una psicologa clinica.
· 4 Incontri di “educazione alla cittadinanza” tenuti da un operatore
dell’associazione, comprendenti una visita a vari uffici pubblici di interesse.
· 3 Incontri con esperti dell’area scolastica (dirigente, personale
amministrativo e insegnante di sostegno), cercando anche di coinvolgere i
rappresentanti dei genitori, in modo da facilitare le madri
nell'accompagnamento del percorso scolastico dei propri figli.
· 2 Incontri con un pediatra e con un medico di
base, impostati sugli strumenti per seguire la salute e la cura del bambino
e della famiglia, più una visita al distretto sanitario.
· 6 Incontri con ostetrica e/o ginecologa rivolti
alla salute della donna, comprendenti visita del consultorio.
· 5 Incontri con
l’affiancamento di un esperto di informatica, per un’alfabetizzazione tecnologica minima (uso basilare del computer e
della mail, utili anche per compilare la modulistica on-line, per le
comunicazioni scuola-famiglia e l’utilizzazione del registro elettronico)
- Tra marzo e giugno
saranno anche organizzati 4 incontri
presso la biblioteca di Pontassieve, il sabato mattina, aperti a tutta la
popolazione, su temi legati al femminile e agli argomenti affrontati nel laboratorio. A fine percorso, invece, sarà allestita una mostra a cura delle partecipanti.
- A dicembre 2020, verrà
divulgato un prodotto finale sotto forma di cartelloni o depliant dei luoghi
del territorio, che possa essere una mappa
dei servizi del territorio visti attraverso lo sguardo delle utenti che sia
di beneficio alla comunità. Vi sarà apposto il logo della Fondazione Marchi e
la dicitura: “Progetto finanziato dal bando 2019 della Fondazione Marchi”.
- Sempre a dicembre
2020, a conclusione del progetto, sarà organizzata una tavola rotonda pubblica con rappresentanti e soggetti attivi della
rete territoriale e con i partner, per valutare il percorso fatto, esaminarne
le possibilità di proseguimento e riproduzione, scambiarsi esperienze e buone
pratiche.
Partner del Progetto
·
Comune di
Pontassieve (con particolare riferimento a settore cultura, giovani, sviluppo
educativo e biblioteca);
·
CPIA 2 Firenze (Centro Provinciale
Istruzione Adulti);
·
Arci Comitato
Regionale Toscano (gestore del SIPROIMI di Pontassieve);
·
Associazione AntigonArt;
·
Associazione Elle Due Mugello.
mercoledì 25 settembre 2019
4 LIBRI PER AVVICINARSI AL TEMA DEL FEMMINISMO ISLAMICO
Il Femminismo islamico è
un movimento che si basa sulla rilettura del Corano, da una prospettiva femminile
e che afferma l’uguaglianza di genere, proponendo la riforma di leggi ed
istituzioni patriarcali in nome dell’islam. Trascendendo le categorie di
Occidente ed Oriente, questo movimento è al tempo stesso locale e globale:
poiché esso si è diffuso tra le donne che vivono sia nei paesi a maggioranza
musulmana, sia in quelli della diaspora. Emerso tra la fine degli anni ‘80 ed inizi
dei ‘90, l’effettiva portata del movimento deve prendere in considerazione le
diverse realtà nazionali che si sono rese protagoniste.
I percorsi che portano
all’emancipazione femminile si caratterizzano per un comune distacco dal modello
universalista del femminismo occidentale, realizzandosi attraverso
l’accettazione e la reinterpretazione della propria tradizione culturale.
Il femminismo islamico
non si presenta però come un movimento omogeneo: una diversa critica di genere
della storia e della tradizione islamica viene affrontata a seconda del
contesto regionale e del posizionamento politico, dato che le femministe
ritengono sia necessario fare riferimento alle condizioni delle donne in
contesti nazionali specifici e alle differenze di ceto ed ambiente. In ogni caso,
però, la centralità dell’islam non significa un ritorno al passato: essa è una
reinvenzione individuale e collettiva che fa i conti con le esigenze della
società del XXI secolo, il miglioramento della condizione femminile passa per
una piena affermazione dei diritti civili, economici, politici e sociali di
tutti i cittadini senza distinzioni di genere.
Il femminismo islamico
si ritrova impegnato su due fronti: contrastare costumi e tradizioni misogine delle
società musulmane e scardinare gli stereotipi occidentali che vedono l’islam
come principale causa della subordinazione femminile. Affermano cioè la
necessità di sfatare la retorica coloniale e missionaria che vede le donne
musulmane come soggetti da salvare (con un atteggiamento di superiorità che
implica prevaricazioni), quanto piuttosto cercare di lavorare insieme a loro,
riconoscendo le responsabilità dell’Occidente nella costruzione delle
ingiustizie globali. La religione in questa prospettiva va vista come strumento
di liberazione e non come ostacolo all’emancipazione femminile: liberazione
delle donne e riforma dell’islam sono elementi inscindibili di un processo che
coinvolge donne e uomini musulmani.
Chahrazad
non è marocchina, Fatima Mernissi, ed Sonda, Milano,
1993
“L’arabo soggiogato, umiliato, disprezzato, subirà una metamorfosi e
diverrà persona sovrana in grado di esercitare la sua sovranità, il giorno in
cui sarà allattato da una madre sovrana. E la sovranità dell’individuo passa
attraverso l’accesso al sapere valorizzante”.
Con questa
affermazione Fatima Mernissi ci catapulta nel nucleo centrale di questo suo lavoro, pubblicato in
Italia da Edizioni Sonda nel 1993. “Chahrazad non è marocchina” è un saggio attraverso il
quale la studiosa magrebina analizza
il problema della scolarizzazione femminile, delle enormi difficoltà di accesso al sapere che vivono le donne del suo paese e,
in generale dell’area culturale araba e di come quella stessa area geografica
potrebbe avere un diverso e maggiore grado di sviluppo se solo fosse aperta
alla scolarizzazione femminile. E lo fa con il suo inconfondibile stile,
graffiante e irriverente, ma anche minuziosamente scientifico.
L’idea geniale cui fa
ricorso la Mernissi nell’impostazione di questo suo lavoro, è quella di ricondurre l’analisi del problema alle
note vicende della protagonista de “Le mille e una notte”, quella Chahrazad che
notte dopo notte riesce a posticipare il suo assassinio utilizzando lo
strumento della parola e dunque della sua preparazione, del suo bagaglio
culturale.
“Per me, signore, leggere e scrivere non sono
soltanto un passatempo; è una questione di sopravvivenza e al tempo stesso un
piacere proibito per secoli ai dominati, ai poveri, alle donne e ai contadini”.
La tesi espressa dalla
Mernissi è che esiste un rapporto molto stretto fra le donne con il sapere e, inevitabilmente, con il potere. Quanto più le
donne riescono ad accedere all’istruzione, al sapere valorizzante, tanto più si
compie la loro emancipazione da una situazione familiare di sottomissione, fino
ad arrivare ad una piena partecipazione alla vita pubblica della nazione.
La storia della principessa
Chahrazad diventa quindi metafora della figura del sottomesso, dominato, perdente, che con la forza della parola,
inanellando le parole come perle di una collana, riesce a soggiogare il proprio
carnefice e a conquistare la
libertà (ovvero la sopravvivenza nel caso della storia narrata ne
“Le mille e una notte”). Ma come è
possibile che Chahrazad, una donna, riesca in questo arduo compito? Può
riuscirci perché lei è un’aristocratica che ha trascorso la sua infanzia e
adolescenza a leggere, ad accumulare informazioni, nozioni, che le daranno gli
elementi per inventare notte dopo notte, mille e una storia.
“Secondo me – prosegue la Mernissi – il fattore chiave delle
diseguaglianze di classe, quello che con maggior attenzione deve essere
analizzato da coloro che riflettono seriamente su di un avvenire migliore e su
una prosperità più equamente condivisa, è l’accesso delle donne al sapere e al
salario”.
L’accesso delle donne al
mondo dell’istruzione è un elemento chiave sia
per l’evoluzione delle classi meno abbienti, con la possibilità di percepire un
altro salario nel momento in cui la donna istruita o quanto meno formata riesce
ad entrare nel mondo del lavoro, sia delle classi più socialmente elevate,
quella borghesia che potrà vantare figli e figlie nei settori in vista della
carriera professionale.
(da un articolo di Beatrice Tauro)
Fatima Mernissi, (Fès, 1940 – Rabat, 30 novembre
2015), è stata una scrittrice e sociologa marocchina. Nata a Fez, città del
Marocco settentrionale durante il periodo di protettorato francese, Fatima
trascorse la sua giovinezza nell’harem di famiglia appartenente alla borghesia
cittadina. Completati gli studi in Marocco si trasferì prima in Francia e successivamente
negli Stati Uniti dove ottenne un dottorato di ricerca in sociologia alla
Brandens University nel 1974.
L’immaginazione
e la fantasia diventano uno strumento di resistenza e di elusione di regole e
istituzioni, nella cornice spazio-temporale e relazionale della quotidianità,
attraverso la rievocazione di mondi altri e di donne. Dalle donne immaginate e
evocate si passerà alle donne studiate, oggetto delle sue ricerche, a partire
da quella di dottorato, condensata nel libro Beyond the Veil: Male-Female
Dynamics in the Modern Society. Di ritorno dagli Stati Uniti, Fatima iniziò la
sua attività accademica all’università Mohammed V di Rabat e proseguì i suoi
studi e le sue ricerche nel solco tracciato. A questa prima prospettiva farà
seguito un suo spostamento e ri-posizionamento all’interno di quello che viene
definito femminismo islamico.
Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme. Renata Pepicelli, Carocci ed., Roma, 2010
Il libro racconta la nascita e l’affermazione del
femminismo islamico, e parallelamente descrive lo sviluppo di un crescente
attivismo femminile all’interno dei movimenti islamisti. Ciò che emerge è il ritratto
di un mondo musulmano variegato e in trasformazione, che smentisce molti
stereotipi diffusi in Occidente.
L’opera, introdotta dalle riflessioni delle studiose Isabella
Camera d’Afflitto e Margot Badran, si articola in cinque capitoli I: «Il movimento
femminista nel mondo arabo tra XIX e XX secolo» II: «L’affermarsi del
femminismo islamico». III: «Teologia femminista». IV: «Jihad al femminile». V:
«Le islamistiche».
“Esiste un femminismo islamico, una teologia femminista
islamica, una lettura coranica con occhi di donna. Queste tre affermazioni
mettono a nudo tutta la nostra ignoranza sul tema “Donne e Islam” e l’assoluta
adesione all’informazione mainstream, spesso pregiudiziale, che presenta in
modo monolitico la complessa e differenziata realtà islamica nel mondo. Il
femminismo non è una prerogativa dell’Occidente; si colgono profonde
similitudini tra la ricerca delle donne e teologhe cattoliche nel reinterpretare
la Bibbia e sgrossarla dalla cultura patriarcale che le ha escluse per secoli,
e la fatica ermeneutica e culturale delle donne islamiche nel riappropriarsi
del Corano in una chiave femminile.” (Patrizia Morgante)
Renata
Pepicelli è titolare dal 2008 di un assegno di ricerca presso il
dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia della Facoltà di Scienze
Politiche dell’Università di Bologna. Dottore di ricerca in “Geopolitica e
culture del Mediterraneo” presso il Sum, Istituto Italiano di Scienze Umane / Università
Federico II di Napoli (2008). Attualmente è cultore della materia in Storia e
istituzioni dei paesi islamici presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Roma3 e collabora a ricerche nazionali e internazionali con
l’università di Bologna, lo IAI (Istituto Affari Internazionale) e l’Istituto
di studi politici San PIO V. È membro della redazione della rivista “Jura
Gentium. Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica
globale”. Ha scritto anche “Il velo nell’Islam. Storia, politica, estetica”,
Roma, Carocci, 2012.
Le donne velate dell'Islam,
Hinde Taarji, Essedue Edizioni, 1992
Indagine
sul mondo femminile mussulmano: descrizione delle esperienze di vita sociale e
religiosa di donne incontrate dall'autrice. Viaggio in Egitto, Emirati Arabi
Uniti, Kuwait, Libano e Algeria alla ricerca dei motivi che hanno spinto tante
giovani donne arabe a riaccettare il velo di cui le loro madri si erano
coraggiosamente liberate. Per superare l'abusata icona pregiudiziale della
donna musulmana associata al velo e alla miseria intellettuale, in altri termini
alla non-modernità, questo testo permette di attualizzare lo sguardo posato
sulle donne in terra di islam. Inchiesta giornalistica, con interviste, che
percorre gran parte dei paesi arabi proprio per domandare alle donne il perché
del loro indossare l'hijab.
Hinde
Taarji, nel suo libro, ci racconta ad esempio il suo incontro con la
caporedattrice di "Anaka ua hishma" (Finezza e Pudore), una vera e
propria rivista di moda per muhadjdjabah (donne velate). "La funzione
dell'hijab - domanda l'autrice - non è quella di permettere alla donna di
muoversi con discrezione e di attenuare la sua naturale bellezza?” Risponde
Kariman, la creatrice della linea e della rivista “La bellezza non è prescritta
nell'Islam; è 'el fitna' che è condannabile. 'El fitna' è il turbamento
provocato in un uomo dalla vista dell' "awra" della donna. L' 'awra'
è tutto ciò che sveglia il suo desiderio sessuale. Il corpo femminile è
considerato 'awra'. Si ritiene, per esempio, che i capelli siano elementi di
'fitna'. Ma una volta che la parte 'awra' è nascosta, niente impedisce a una
donna di essere bella perché l'Islam non le chiede di diventare una monaca. Non
c'è rigidità nell'Islam."
Riportiamo,
sempre dal testo, parte dell'intervista fatta a Samira, una giovane donna
Muhadjdjabah, ovvero velata, che aderisce al movimento islamico sciita degli
›izballah (Partito di Dio) in Libano: "All'inizio, le donne erano
perplesse nei confronti dell'hijab perché temevano di sembrare delle creature
timide e timorate. Invece si produce proprio l'effetto contrario. La mussulmana
"multazima" [impegnata] con l'hijab si libera della paura ed è perciò
più forte di quella che non lo porta. Noi siamo tutte istruite - continua con
fierezza - siamo entrate all'università armate della nostra convinzione.
Adesso, a differenza del passato, difendiamo con forza le nostre opinioni. Un
tempo la donna non si esprimeva perché era oppressa dalla Tradizione, non
dall'Islam. Il padre, con il pretesto della religione, obbligava la figlia a
restare in casa. L'Islam non ha mai voluto questo. Grazie all'Islam la donna ha
avuto la possibilità di scendere in strada. Sayeda Kadija, la prima moglie del
Profeta, non si recava forse al mercato per trattare gli affari? Le donne evitavano
l'Islam perché lo credevano responsabile della tirannia del padre, del
fratello, del marito. Il giorno in cui hanno capito che invece le liberava, lo
hanno accettato.”
Hinde Taarji, marocchina e mussulmana, vive a
Casablanca. Giornalista e scrittrice, ha iniziato la sua carriera partecipando
all'avventura di “Kalima”, emblematica rivista degli anni 80. Membro fondatore
di questa rivista mensile d'avanguardia che segna il panorama dei media
marocchini con il suo tono sovversivo e il suo trattamento dei tabù sociali È
caporedattore fino alla fine della pubblicazione, soffocata da ripetute
censure. Il suo gusto per i viaggi e le indagini sul campo l'ha portata a
viaggiare in un gran numero di paesi arabi, impegnando numerosi libri su
argomenti diversi come il velo, la Palestina o gli anni neri algerini. È anche
interessata alla questione della migrazione, condirettore della Fondazione
Hassan II per i marocchini che vivono all'estero uno "stato di
immigrazione" dedicato alla diaspora marocchina all'estero. È anche
regista di documentari per il canale marocchino 2M. Ed è stata, per quasi due
decenni, editorialista del settimanale La Vie Eco. Dal 2008 gestisce il sito
web dimablada.ma, un portale online per marocchini di tutto il mondo che ha
creato per la Fondazione Banque Populaire.
Nel
cuore della notte algerina, Assia Djebar,
Giunti ed, Firenze, 1998
Sviluppato
in due parti e sette racconti, il volume ruota attorno a figure femminili di diverse
età ed estrazioni sociali. Spesso sono le protagoniste a parlare in prima
persona, altre volte sono parenti e conoscenti a raccontare per loro.
Direttamente o meno, ogni vicenda è legata ai fatti accaduti nei decenni fra
gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso in Francia e Algeria. Conflitti
armati, attentati sanguinosi che coinvolgono anche civili, formazioni
terroristiche e contestazione politica aprono una finestra su un periodo
storico che forse, per noi italiani, non è stato ancora approfondito a
sufficienza. Assia Djebar vuole fare proprio questo: offrire un ricordo di
tutti quegli uomini e donne che hanno pagato la difesa di un ideale a prezzo
del proprio sangue o di quello di coloro che amavano. C’è molto dolore in
queste pagine, ma anche molta dignità e, nonostante ne emerga una critica verso
alcuni aspetti del mondo islamico, c’è anche tanto amore per l’Algeria.
Attraverso una narrazione sensuale, a tratti onirica e vicina alla fiaba,
l’autrice travolge il lettore e lo immerge in odori, colori, accezioni
linguistiche e religiose proprie del mondo algerino. Un folgorante affresco
delle ''nuove donne d'Algeria'' nelle più recenti vicende di esilio e di
eroismo, di speranza e di violenza.
Assia
Djebar racconta di donne e uomini che vivono in costante pericolo, in
clandestinità, in lutto, ma continuano a resistere contro le mutilazioni dei
corpi e dei pensieri, contro la cancellazione delle voci presenti e passate. Una
delle narratrici, ancora bambina, ha sacrificato alla guerra ciò che di più
caro aveva al mondo: la madre e il padre. Cresciuta dalla zia materna,
ripercorre con il viaggio e con la scrittura il “vuoto in una lingua muta” che
Orano, città natale, ha lasciato in lei… anche Wardya sa bene quanto sia
difficile essere donna, avere vent’anni e vedersi improvvisamente privati della
libertà per non disonorare il buon nome paterno… e poi ancora Isma che vive la
sua giovinezza in clandestinità, nel terrore di essere trovata e uccisa, ma che
suo malgrado non riesce a sfuggire all’amore… lo sa bene anche Atika,
professoressa di francese ad Algeri: appassionata di letteratura e politica,
analizza con gli alunni alcuni brani tratti da Le mille e una notte e diventa
lei stessa una moderna Sherazad…
Il
femminismo di Assia Djebar è difficilmente classificabile e si sottrae a
definizioni militanti o ideologiche. È piuttosto un impegno a distanza che mai
confonde la solidarietà, la sorellanza, con l’identità. Un femminismo che non
cade nella trappola dell’ergersi a portavoce delle altre; tutt’al più scrive
per coloro che sono escluse dalla scrittura.
Assia Djebar: La vita di questa grande scrittrice e
cineasta algerina non è scindibile dai destini del suo tormentato paese. Assia
Djebar nasce nel 1936 a Cherchell, una piccola città costiera situata a circa
80 km da Algeri, da una famiglia appartenente alla piccola borghesia algerina. La
madre, discendente fiera di una famiglia aristocratica berbera, trasmette alla
figlia un vasto patrimonio delle tradizioni, legato alla trasmissione orale,
per via genealogica femminile. E Assia, già da piccola, è ben consapevole del
privilegio di cui gode rispetto alle ragazze della sua età, chiuse in casa e
velate a partire dalla pubertà. Dopo gli anni del collegio in Algeria, Assia
frequenta il liceo Fénélon a Parigi e sarà la prima donna algerina ammessa
all’École Normale Supérieure a Sèvres. Ma le vicende del suo paese interrompono
un percorso che sembrava prefigurarsi lineare: la guerra di liberazione degli
algerini contro il regime coloniale francese inizia nel 1954. Assia partecipa
allo sciopero generale degli studenti algerini nel 1956; a solo vent’anni
pubblica il suo primo romanzo La Soif, e abbandona la Scuola prestigiosa per
seguire il fidanzato, militante dell’FLN, nella clandestinità. Dopo
l’Indipendenza dell’Algeria, Assia Djebar ricopre la cattedra di Storia moderna
e contemporanea dell’Africa del Nord all’università di Algeri. Nei decenni
successivi Assia, che si definisce “femme en marche”, donna nomade; dagli anni
Sessanta fino ai primi anni Novanta, fino all’inizio della guerra civile in
Algeria, Assia Djebar vive e lavora a periodi alterni fra Algeri e Parigi. A
partire dal 2001, dividendosi tra Francia e Stati Uniti, insegna nel
Dipartimento di studi francese dell’università di New York, abbandonando la
cattedra che aveva precedentemente occupato alla Lousiana State University dal
1995. Muore il 6 febbraio 2015, a Parigi, all'età di 78 anni.
Segnalo infine un articolo
interessante, un sito da consultare e una tesi di laurea sul tema, consapevole
che questa scelta di libri non è assolutamente esaustiva del tema.
Il movimento femminista in Arabia
Saudita
Il corpo velato: http://www.donnamed.unina.it/velo.php
I femminismi nel Maghreb fra paradigmi
e prospettive di emancipazione femminile, Chiara Nardelli
Luisa Costalbano
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